Polonia, un concentrato di bellezza artistica

Se c’è in Europa un paese che può insegnarci come portare con eleganza il peso sulle spalle di alcuni eventi storici piuttosto drammatici, quello è la Polonia. Un popolo che difende con fierezza la propria libertà ma senza evitare da secoli i contatti con altre nazioni, trovandosi a cavallo tra i due continenti. Questa magnifica nazione trova l’espressione di tutta la sua bellezza artistica e paesaggistica nelle due città principali, la nuova capitale Varsavia e la vecchia, Cracovia. Un tour senza aspettative, c’è chi dice che è meglio la prima, chi la seconda, semplicemente credo siano uniche nel loro genere e bella ognuna a modo suo.

VARSAVIA

Iniziamo con il tour della capitale, due giornate complete saranno più che sufficienti a vedere le cose più importanti di una città grande ma abbastanza concentrata. Arrivati a Varsavia, una volta sistemati nel proprio alloggio, via subito con un breve tour della parte moderna della città, chiamata dagli abitanti Nowe Miasto, lontana poco a piedi dalla città vecchia. A far da padrone in questa zona troverete l’imponente palazzo della scienza della cultura, famoso per essere stato per tanti anni l’edificio più alto d’Europa, la sua costruzione fu voluta fortemente da Stalin e da lui stesso finanziata come regalo alla nazione nel dopoguerra. Al suo interno ospita oggi nelle sue 3288 sale congressi, meeting e mostre di ogni genere, nonché una piattaforma al 30esimo piano accessibile al pubblico da cui è possibile ammirare tutta la città per poter avere una maggiore ottica dei vari quartieri. Aperta tutti i giorni dalle 9 alle 18, è possibile visitarla al prezzo di 20 zloty (meno di 5 euro).

L’itinerario non può che partire dalla ulica Marszalkowska, una strada lunga 4 chilometri che taglia il centro da nord a sud ed è la via più rappresentativa della Varsavia socialista degli anni ’60 e ’70. I Grandi Magazzini Centrum, la Rotunda Pko e gli edifici rappresentativi dell’epoca mostrano uno dei tanti volti che questa città ha cercato di superare. In questa zona avrete il piacere di essere circondati da grattacieli, centri commerciali e palazzi di vario genere, tutti che circondano l’enorme stazione ferroviaria centrale di Varsavia.

Usciti dal quartiere finanziario, spostandosi di circa un chilometro verso il centro storico e vero cuore della città, cosa meglio di una visita al museo di Fryderyk Chopin, praticamente il varsaviano più conosciuto al mondo. Il compositore polacco nacque e trascorse a Varsavia 39 dei suoi anni di vita ed è proprio nella capitale polacca che si scoprì il suo talento capace di incantare in breve tempo tutto il mondo. Già all’epoca dei suoi otto anni la stampa locale parlava del suo talento, tanto da permettergli di suonare fin da bambino nei salotti dell’aristocrazia locale. Oggi, in memoria di questo grande artista, è possibile incontrare per la città più di venti luoghi che lo ricordano, a partire da una semplice panchina dove era solito trovare nuove ispirazioni fino ad arrivare alla scuola dove prendeva lezioni private di inglese e di musica. Ovviamente il luogo più rappresentativo è il museo a lui dedicato. Il più prezioso cimelio esposto è il pianoforte Pleyel, che il compositore ha suonato negli ultimi due anni di vita. Oltre allo strumento, nel museo è possibile ammirare altri cimeli appartenuti al compositore, tra cui le lettere e gli spartiti scritti di suo pugno. Il museo dispone della più grande collezione di cimeli appartenuti al compositore: di sicuro qui potrete trovare qualcosa che susciti il vostro interesse. Se pianificate di visitare il Museo Fryderyk Chopin e Żelazowa Wola (luogo dove si trova la sua casa natale) nel periodo che va da giugno a settembre, vale la pena acquistare lo ChopinPass. È un pacchetto che comprende l’ingresso a entrambi i musei e il biglietto per il trasporto diretto tra i due luoghi d’interesse.

Proseguiamo il tour del primo giorno a Varsavia continuando la visita alla città nuova. Arriviamo in Ulica Freta, la via principale della Città Nuova, lungo la quale incontriamo la bianca Chiesa di San Giacomo e il Museo di Marie Curie. In questo edificio nacque la celebre scienziata nel 1867 e oggi la casa ospita un museo fondato nel 1967 in occasione del centenario della nascita di Maria Skłodowska-Curie, che ripercorre con oggetti, immagini e racconti la vita della ricercatrice che vinse il Premio Nobel per la Chimica nel 1911. Il museo è ben documentato e un’importante fonte di conoscenza storica, considerando che le scoperte di Maria Curie hanno aperto la strada a molti degli attuali approcci terapeutici. Dopo il museo, proseguiamo ancora lungo Ulica Freta, arrivando alla Piazza del Mercato della Città Nuova (Rynek Nowego Miasta) un’ampia piazza del XV secolo su cui si affacciano la piccola Chiesa di San Casimiro.

Prima di abbandonare la piazza, vale la pena spendere qualche zloty per salire sul tetto della chiesa ed avere una vista da lontano sui grattacieli. Superando la Chiesa di San Casimiro, arriviamo alla Chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria, in mattoni rossi del XV secolo. Davanti alla chiesa, che troviamo chiusa, c’è un piccolo giardino collegato al retro, che conduce al belvedere di Ulica Kościelna. La Chiesa è infatti situata su una collinetta che domina il fiume. Dal belvedere si può godere di qualche momento di pace, ammirando il fiume Vistola, sorvegliato dalla Statua di Maria Curie, e si può raggiungere il Parco Multimediale delle Fontane. Possiamo concludere il nostro primo giorno nella capitale polacca gustando qualche prodotto tipico in uno dei ristorantini sul lungo fiume o nei tanti vicoli della città vecchia.

Prima di spostarci altrove, possiamo trascorrere tutto il secondo ed ultimo giorno varsaviano nei quartieri della città vecchia, considerando che ci sarà molto da vedere ma soprattutto un bel po’ da camminare. Mi piace pensare alla Città Vecchia come ad un’affascinante fenice, risorta dalle sue ceneri dopo essere stata completamente rasa al suolo dai bombardamenti. La successiva ricostruzione fu così precisa e accurata da permetterle di aggiudicarsi il titolo di Patrimonio dell’Umanità Unesco. È bello passeggiare lungo le mura tra i venditori di souvenir che ormai l’hanno colonizzata. A pochi passi ecco infine il Castello Reale, opera su cui furono proprio due architetti italiani a metterci lo zampino. Le tinte di quest’ampia piazza mettono allegria, nell’aria il suono di uno strano strumento esotico di un artista di strada e, qua e là, bolle di sapone svolazzano leggere dando un tocco quasi di magia ad una zona di Varsavia che già di per sé pare fiabesca. Camminando tra le vie della Città Vecchia sono tanti gli scorci pittoreschi che si incontrano per caso, svoltando un angolo od oltrepassando un arco. Curiosando nelle chiese alcune semplici, bianche e lineari, altre decisamente ricchissime così come nel tipico stile barocco. Non è possibile trovare un filo conduttore ma tutto sembra avere una ragione a Varsavia, anche i tanti richiami alla guerra che tra foto, lettere, testimonianze e cartelloni un po’ ovunque per la città , rievocano un’epoca drammatica ma certamente da non dimenticare della storia di Varsavia.

Se resta del tempo durante il pomeriggio, inevitabile una visita al quartiere Praga, il famosissimo ghetto ebraico di Varsavia. Dopo essere stata a lungo dimenticata e trascurata dalle autorità della capitale, si rianima e diventa un luogo sempre più attraente, non solo per gli investitori (ci sono prezzi inferiori a quelli del lato sinistro della Vistola) ma anche per i turisti stranieri e gli abitanti di Varsavia. Altri investimenti, come ad esempio la costruzione della seconda linea metropolitana, sono una opportunità unica di trasformare completamente quello che era un quartiere trascurato, povero e pericoloso. Un’immagine negativa che ha la sua causa specifica. In passato Praga non faceva parte di Varsavia. Nei secoli Praga ha subito gli inevitabili danni del tempo e delle guerre ma, molti edifici antichi sono sopravvissuti alla seconda guerra mondiale. Un lunga e non sempre serena storia ha lasciato nell’aspetto e nel carattere del quartiere tracce specifiche, e anche nella mentalità della gente. Gli studiosi addirittura discutono di una sorta di caratteristico folclore e dialetto di Praga. Quando ci si perde nei vicoli e nelle vecchie strade, si può avere l’impressione di trovarsi davvero in un altra Varsavia. Precedentemente, in viale Zieleniecka, esisteva anche un enorme bazar, un fenomeno particolare di altri tempi. Ma Praga ha anche un volto culturale e di intrattenimento. Ci sono il Cinema Praha e numerosi teatri come ad esempio, Powszechny, Praga o Baj. Dopo la visita al quartiere finanziario, alla città nuova e a quella vecchia possiamo dire di aver girato in lungo e in laergo (o quasi) la splendida capitale polacca. Ed ora al via verso la nostra seconda destinazione.

CRACOVIA

Considerata la capitale della cultura polacca, ed una delle città migliori in Europa a livello artistico, con un centro storico patrimonio dell’Unesco e con un patrimonio architettonico tra i primi dodici al mondo. Raggiungere la città da Varsavia è piuttosto semplice, sia in autobus che in treno, ma considerando i prezzi è molto più conveniente affidarsi alle ferrovie che ad una linea privata di autobus. Prenotando con un pizzico di anticipo i biglietti, ossia al momento di pianificare il viaggio, non pagherete i biglietti più di 25 euro andata e ritorno. È possibile acquistarli sul sito ufficiale delle ferrovie polacche, i treni sono in partenza ogni giorno e a qualsiasi orario, per un tragitto di circa 2 ore e mezza con il treno veloce e quasi 4 ore con il treno regionale. Arrivati a cracovia e dopo aver raggiunto il proprio alloggio può iniziare la seconda avventura in giro per la città. Il tour può partire dalla famosissima Rynek Glowny, ossia la piazza centrale della città, fulcro della vita mondana ma soprattutto notturna, data la presenza di migliaia di studenti universitari da ogni parte d’Europa.

Come per Chopin a Varsavia, scoprirete che tantissimi luoghi della città di Cracovia sono dedicati a Karol Wojtyla, meglio conosciuto come Papa Giovanni Paolo II, a cui la città ha dato i natali. Proprio lì prese tutte le decisioni più importanti riguardanti la sua futura vita, evitò l’arresto della Gestapo e cominciò a frequentare un seminario segreto per diventare prete. La sua casa fu un posto austero e povero sebbene con una veduta mozzafiato sul fiume Vistola e sul Castello di Wawel che però non era accessibile al ragazzo che viveva nella cantina insieme al padre. Il giovane Karol ci si incontrava con gli amici per discutere di letteratura e teatro, nonché per preparare spettacoli e recitare poesie. Mentre suo padre, già in pensione, si occupava della casa, Karol si dedicava allo studio, alla creazione artistica e teatrale e all’approfondimento della sua vita religiosa sotto la tutela di Jan Tyranowski. Gli abitanti ammettono che non ci sono tanti visitatori e forse anche per questo visitare il posto può essere un’esperienza quasi spirituale. La casa in via Tyniecka, la testimonianza della povertà e umiltà in cui visse Karol Wojtyla sono un’altra prova della grandezza di quest’uomo tanto importante per i polacchi e per tutti i fedeli del mondo.

Dalla Basilica dirigetevi verso via Grodzka dove incontrerete le chiese dei santi Pietro e Paolo e di Sant’Andrea. Da qui imboccate via Kanonicza e vi ritroverete davanti al castello di Wawel e alla Cattedrale, che a mio parere non ha nulla a che vedere con la Basilica, per quanto la prima sia comunque molto bella. Per visitare le cappelle bisogna fare il biglietto. La Cattedrale era la sede delle incoronazioni dei monarchi e luogo di sepoltura dei regali. Spero voi siate più fortunati di me, perché avrei voluto vedere anche la grotta del drago, ma era chiusa. Se avete finito il giro riscendete la collina fino al Vistola dove troverete la statua del drago Smok. La leggenda narra che il re Krak, preoccupato per la vita della figlia, ordinò di uccidere il drago e chiunque fosse riuscito a farlo avrebbe potuto prendere in moglie la figlia. Tutti morirono nell’impresa tranne un ciabattino che organizzò una trappola per Smok facendogli mangiare una pecora piena di zolfo provocandogli una forte sete. Il drago bevve tutto il fiume fino a farsi scoppiare lo stomaco, così il ciabattino sposò la figlia del re e tutti vissero felici e contenti. Dopo un breve tour a piedi delle strade più importanti del centro storico, immancabile una visita ad uno dei dipinti più famosi al mondo, la Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, situata al museo nazionale ed oggetto di visite da parte di appassionati e non provenienti da ogni parte del mondo. Il dipinto si trova in una sala minuscola e scura, il personale di sorveglianza lascia entrare poche persone alla volta vietando peraltro di scattare fotografie. Come premio di consolazione è possibile fotografarne una copia autentica situata appena fuori dalla sala dove si trova il dipinto originale.

Cracovia è una splendida città che di notte si illumina di un fascino particolare che lascia senza parole la maggior parte dei turisti, non vi sarà affatto difficile trovare un luogo al caso vostro dove trascorrere una serata in compagnia dei vostri compagni di viaggio, e perchè no, con qualche nuova conoscenza fatta sul posto.

AUSCHWITZ

I campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau si trovano a circa 60 km di distanza dalla città di Cracovia, e si impiega circa un’ora e mezza di tempo per raggiungerli dal centro della città. Arrivare ad Auschwitz da Cracovia non è poi così difficile. Si può andare alla stazione ferroviaria principale per il mezzo di trasporto più conveniente per Oswiecim (città principale nei pressi del campo, a circa 2 km). Ci sono collegamenti ferroviari diretti per la città di Oswiecim che partono da Cracovia una volta ogni ora o due, con un viaggio standard della durata di 1 ora e 40 minuti. È consigliabile acquistare i biglietti per l’entrata in anticipo data l’enorme affluenza di turisti e fedeli. Il prezzo di entrata è l’equivalente di 10 euro, 30 se si necessita di una guida turistica nella propria lingua. Per accedere all’interno al museo bisogna passare attraverso un sistema di sicurezza posto all’ingresso ed è importante sapere che non potrete entrare con borse o zaini che superino le misure di 30x20x10 cm quindi il mio consiglio è di organizzarvi con un marsupio per introdurre le cose più importanti. All’ingresso sono comunque presenti delle cassettine di sicurezza dove, nel caso, potrete lasciare i vostri zaini al costo di 3 złoty (0.70 Euro).

Nel campo vi renderete conto che sull’unico lungo e largo viale principale sono presenti diversi blocchi sia a destra che a sinistra, alcuni visitabili, altri meno, alcuni fondamentali per la vostra visita, altri meno. I primi deportati iniziarono ad arrivare già nel 1940. Giunti a destinazione, sotto gli occhi del “personale medico” delle SS, avveniva la prima tragica selezione: mediamente solo il 25% dei deportati era dichiarato abile al lavoro, il restante 75% (donne, bambini, anziani, madri con figli) era automaticamente condannato a morte. Nelle camere a gas, ad attenderli trovavano unità speciali di ebrei istituite per collaborare con le SS in cambio di un trattamento di favore. Le loro testimonianze hanno permesso di ricostruire l’orrore: giunti qui, i detenuti venivano spogliati e introdotti in un locale camuffato da spogliatoio con tanto di descrizioni multilingue delle procedure per il recupero dei vestiti. Ai sonderkommandos spettava il compito di guidare le vittime nei forni e di recuperare vestiti e denti d’oro.

I (pochi) prigionieri dichiarati abili al lavoro venivano invece spogliati, rasati e rivestiti di una casacca, un paio di pantaloni e un paio di zoccoli. Sul loro avambraccio sinistro era tatuato un numero ed era associato un contrassegno colorato che identificava le diverse categorie di detenuti: ebrei, Rom, Sinti, testimoni di Geova, asociali, omosessuali, criminali e prigionieri politici. Il loro compito da quel momento in poi era lavorare fino allo stremo delle forze per numerose ditte tedesche – tra cui la Siemens, la I.G.Farben (che produceva lo Zyklon B, il gas usato per lo sterminio).

I campi erano organizzati in aree: c’era l’ospedale, la cucina, l’ufficio della Gestapo, la prigione, la zona riservata agli esperimenti e il reparto dei forni crematori. Vicino c’erano le baracche dei deportati divisi tra uomini e donne, con letti a castello a tre piani (su cui dormivano ammassati più prigionieri), il lavatoio e le latrine. Il 27 gennaio 1945 il campo fu liberato con circa 7.000 prigionieri ancora in vita. Per loro ricominciava una nuova esistenza.

A circa 3 Km. di distanza dal campo madre di Auschwitz I, si trova Auschwitz II, chiamato anche Birkenau. In questo campo furono costruite più di 300 baracche; non tutte sono sopravvissute fino ad oggi. Ne sono state conservate quasi per intero 45 in muratura e 22 in legno. Al posto delle baracche bruciate e distrutte, sono rimasti oggi solo i camini ed i contorni dei luoghi dove sorgevano, dai quali ne risulta la grandezza ed il numero. Le piaghe del campo erano la mancanza d’acqua, le disastrose condizioni igieniche e l’enorme quantità di topi. I nazisti costruirono la maggior parte degli impianti di sterminio proprio a Birkenau: quattro crematori, con camere a gas provvisorie site in case contadine convertite a tal uso, fosse e roghi. Le baracche in muratura situato alla sinistra dello scalo ferroviario, furono costruite senza fondamenta, su un terreno pantanoso. La maggioranza dei casotti non aveva il pavimento, ma solo terra battuta che spesso si trasformava in fanghiglia; nei capanni in muratura alloggiavano le detenute, che dormivano in cuccette a tre piani su paglia marcia e rancida. Al termine tratto ferroviario si trovano ora le rovine di due crematori e delle camere a gas fatti esplodere dalle SS in ritirata, nel tentativo di cancellare le tracce dei crimini da loro commessi.

COSA MANGIARE IN POLONIA

Sono una di quelle persone che quando viaggia cerca di mangiare piatti tipici del luogo. Devo però ammettere che la cucina polacca mi ha stupito in positivo. Oltre alla grande quantità di piatti tipici ho trovato anche molta qualità, sinonimo di grande attenzione ed amore per la cucina. Si tratta di una cucina piuttosto robusta, adatta ai freddi inverni polacchi, che vedono spesso la carne come ingrediente principale, ma che fa largo uso di verdure fresche sia come accompagnamento sia con delle zuppe. I pierogi sono il piatto tipico per eccellenza della cucina polacca. Si tratta di ravioloni di pasta ripieni di carne, di verdure o di frutta, serviti semplicemente bolliti o fritti, sia dolci che salati, ed accompagnati da salse di vario tipo, come la salsa al formaggio, alla cipolla, alla vaniglia. Volendo fare un paragone con la cucina italiana, i pierogi stanno alla pasta come la zapiekanka sta alla pizza. Si tratta di una baguette tagliata a metà, fatta leggermente bruschettare in forno e servita ricoperta di formaggio fuso e funghi. Come per la pizza esistono diverse varianti e la si può condire con di tutto e di più. Se pensate che i pancake siano una specialità solo americana vi sbagliate di grosso. Esiste anche la versione polacca, sono fatti di patate, vengono fritti, sono un piatto salato, vengono ricoperti da una salsa a base di funghi e serviti insieme a verdure fresche.

COME MUOVERSI

VARSAVIA: Le zone centrali di Varsavia, come la Città Vecchia e la Città Nuova, sono bellissime da esplorare a piedi o in bicicletta. Varsavia vanta anche un’ottima ed economica rete di mezzi pubblici, composta da autobus, metropolitana, treni e tram che permettono di spostarsi velocemente in città, arrivando anche nelle zone più periferiche. Ogni volta che acquistate un biglietto, oltre ad indicare la zona dovete anche selezionare ladurata della validità, che influisce sul prezzo della corsa: si parte da 3,40 zloty per una tratta breve di 20 minuti fino a 7 zloty per una durata di 90 minuti. I biglietti possono essere acquistati alle macchinette automatiche nelle stazioni della città, alle principali fermate dell’autobus, in aeroporto, nei negozi e nei chioschi di giornali. La metro di Varsavia è una delle più moderne d’Europa ed è attiva fino a mezzanotte durante la settimana e fino alle 3:00 nel weekend. Al momento conta solo due linee:

  • la M1 parte nel quartiere di Bielany (stazione Młociny), a nord, e si dirige a sud della città, terminando la corsa alla stazione di Kabaty;
  • la M2 attraversa la città da ovest a est, partendo dal quartiere di Wola fino a Praga (stazione Dworzec Wileński).

Varsavia conta quasi 200 linee di autobus che coprono in maniera capillare tutte le zone della città, anche se naturalmente i tempi di percorrenza sono più lunghi rispetto alla metro, ma d’altro canto avrete l’opportunità di ammirare meglio il paesaggio durante il tragitto. I numeri delle linee sono composti da 3 cifre/lettere e la prima indica il tipo di servizio: ad esempio le linee notturne sono precedute dalla lettera N, quelle express dalla E. Il mezzo più pittoresco della città sono i tram di colore giallo-rosso che collegano vari punti della città con un servizio più veloce rispetto all’autobus, ma più panoramico rispetto alla metro. Alcune linee di tram circolano fino alle 22:00, altre fino a mezzanotte.

CRACOVIA

Cracovia è una città piccola e il suo centro si può percorrere a piedi. La sua rete del trasporto pubblico è abbastanza completa e permette di raggiungere comodamente i principali punti d’interesse. Inaugurata nel 1882, la rete di tram di Cracovia è composta da 24 linee diurne e da 3 notturne, che percorrono un totale di 90 chilometri. Il tram è un mezzo di trasporto molto comodo ed efficace, sia per i turisti, che possono muoversi in città, osservando la città dal finestrino, che per gli abitanti del luogo. La rete di autobus di Cracovia è formata da 137 linee, che collegano le varie zone del centro della città alla periferia. Di interesse turistico sono le tre linee che collegano l’aeroporto al centro di Cracovia: 208, 252 e la linea notturna 902.

DALL’AEROPORTO AL CENTRO

VARSAVIA:

Da Chopin al centro città: dall’Aeroporto di Varsavia è possibile raggiungere il centro della città e la stazione centrale dei treni in bus con pochi zloty. Il bus infatti è la soluzione più economica per raggiungere il centro di Varsavia. La fermata dei bus è posizionata tra il terminal arrivi e il parcheggio. Per raggiungere il centro di Varsavia dall’aeroporto Chopin dovete prendere gli autobus n.175 e n.188. Il bus impiega circa 30 minuti per raggiungere il centro.

Da Modlin al centro città: L’aeroporto di Modlin dista dal centro di Varsavia c.a 40 km a nord-est. Vista la popolarità dell’aeroporto, sono stati messi a disposizione diversi collegamenti sia in treno che in autobus, oltre che il servizio taxi e parcheggio per macchine. I treni si fermano alla stazione dei treni Modlin, dalla quale è possibile arrivare in pochi minuti davanti all’entrata dell’aeroporto grazie alla navetta che aspetta i passeggeri nei pressi della stazione e parte c.a ogni 20 minuti. Il biglietto aeroportuale (Bilet Lotniskowy) al prezzo di 17 PLN (c.a 4 euro) che copre sia la navetta che il treno fino a Varsavia.

CRACOVIA:

L’aeroporto di Cracovia si chiama “Giovanni Paolo II”, è situato a circa 12 Km dal centro cittadino ed è ottimamente collegato ad esso sia attraverso i mezzi pubblici che quelli privati. Al Terminal 1 vengono effettuati tutti i voli internazionali mentre al numero 2 solo i voli domestici. Treno: la stazione ferroviaria dista circa 300 metri dal Terminal 1, è possibile percorrere tale distanza sia a piedi che gratuitamente a bordo dell’Airport Shuttle Bus. Quest’autobus parte regolarmente circa ogni 30 minuti fuori dal Terminal 1 (passa anche dal numero 2) e conduce fino alla stazione in pochissimi minuti. Il treno impiega circa 20 minuti ed il costo del biglietto è poco più di 1€. L’Airport Shuttle Bus è molto comodo ma purtroppo dalla stazione ferroviaria dell’aeroporto partono solo due treni all’ora per Cracovia. Ciò significa che in determinate occasioni risulta molto più comodo proseguire per il centro città direttamente in autobus. I Terminal 1 e 2 sono collegati alla stazione centrale di Cracovia mediante gli autobus n° 208 e 292 di giorno e dal n° 602 di notte.

VITA NOTTURNA

VARSAVIA: Varsavia è una città che, soprattutto negli ultimi anni, sta cercando di proiettarsi verso le altre capitali europee e questo si riscontra anche nel continuo aumento del numero di locali e ristoranti. Le zone più frequentate nelle ore notturne sono quella di Nowy Swiat, dove potrete recarvi per trovare un ottimo cocktail bar e il Quartiere dei Teatri dove sono concentrati tantissimi bar e discoteche. Non ci sono orari precisi di chiusura dei locali: di norma i bar chiudono quando l’ultimo cliente è uscito e questo, soprattutto nei week end, significa verso l’alba.

CRACOVIA: Cracovia è una splendida città che di notte si illumina di un fascino particolare che lascia senza parole la maggior parte dei turisti. Di sera la città si anima, il centro storico brulica di locali, pub e disco “nascosti” nei meandri della splendida rete di strade medievali. In più, la maggior parte dei pub e dei bar sotterranei hanno pareti di roccia in stile medievale che ne aumentano il fascino. Molti dei locali hanno piste da ballo e aree dedicate alle consumazioni, quasi tutti con entrata libera. Le bevande non sono care, il prezzo di una birra da mezzo litro si aggira su un euro e mezzo. Le serate a Cracovia iniziano molto presto e questo può essere un’ottima cosa perché permette di non dover attendere per forza il fine settimana per divertirsi.

INFORMAZIONI UTILI

L’unità valutaria è lo Zloty, equivalente a circa 0, 225 euro. È possibile cambiare valuta presso banche ed alberghi oppure prelevare valuta locale dagli sportelli automatici con carte di credito abilitate. Alberghi e negozi del centro città accettano generalmente le maggiori carte di credito. Consigliamo sempre di non cambiare i soldi in aeroporto considerando la grande differenza rispetto agli uffici di cambio presenti in ogni parte della città. Riguardo il fuso orario non ci sono differenze rispetto all’Italia.


AUTORE ARTICOLO

salvatore v.

Napoletano di origini, ma da più di un anno in Germania per nuove esperienze di vita, caratterizzato fin dall’adolescenza da una innata voglia di conoscere nuovi posti e nuove lingue. Da qualche tempo il suo obiettivo è diventare assistente di volo, così da unire passione e lavoro.


 

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