(Foto di Antonio Di Maiolo) pizzeria da Sorbillo sul lungomare di Napoli

Una ricchezza Partenopea

‘Cerchio della felicità’, ‘ricchezza partenopea’ o più comunemente ‘Pizza’, un piatto che ha alle spalle una lunga tradizione e dinanzi un successo di fama mondiale. Che sia classica, fritta, gourmet, dalle forme più semplici a quelle più particolari, in famiglia o tra amici, la pizza è amata da tutti. È dell’inizio del 1600 l’origine dell’idea di ‘pizza’, tempo in cui l’ingegno partenopeo iniziò a trovare delle varianti più gustose della tipica schiacciata di pane alla quale erano aggiunti aglio, sale grosso e strutto, sostituito poi con l’olio. Successivamente colorarono l’impasto con un nuovo ingrediente importato dai colonizzatori spagnoli dal Perù: il pomodoro. Iniziarono quindi a diffondersi molte varietà.

Ma fu nel 1889 che ebbe inizio ufficialmente la tradizione napoletana della Pizza. Precisamente per mano del famoso ed abile pizzaiolo Raffaele Esposito che in onore dell’arrivo a Napoli dei sovrani d’Italia, Re Umberto I e la Regina Margherita, preparò loro ben 3 varianti di pizza: la Mastunicola, con strutto, formaggio e basilico; la Marinara con pomodoro, aglio, olio e origano e la Margherita con pomodoro, basilico e mozzarella, per richiamare i colori del tricolore italiano (rosso, bianco e verde). La regina apprezzò particolarmente tanto da donare un elogio scritto al pizzaiolo, il quale, per ringraziare sua maestà diede il nome della Regina alla sua creazione che da allora è diventata la Pizza Margherita.

Iniziò a tramandarsi per secoli quella cultura culinaria basata su ingredienti genuini e semplici, uniti alla maestria dei pizzaioli.Per credere a ciò che dico, è bene provare alcune pizze fatte da pizzaioli che tra farina, impasto e condimento, mettono passione e amore per ciò che fanno. Perché il ‘furore napoletano’ lo senti morso dopo morso.

Tra gli esempi più conosciuti e rinomati c’è ‘l’ Antica pizzeria da Michele’ in via Cesare Sersale 1- Napoli. Pizzeria nata nel 1870 nella quale la famiglia Condurro diede origine ad una lunga tradizione di maestri pizzaioli nel cuore di Napoli. Qui si è veramente legati alla semplicità, perché ‘semplice è buono’ ed infatti all’interno del suo menù sono presenti unicamente due pizze: Marinara (pomodoro, olio, origano ed aglio) e Margherita (pomodoro, mozzarella, olio e basilico). Una delle particolarità è che lì ti puoi ritrovare a sederti anche vicino a persone che non conosci, perché da Michele si è tutti parte di una sola famiglia. Oppure mentre aspetti la pizza puoi vedere foto che hanno fatto la storia, di personaggi famosi che sono stati ospiti lì. Insomma, tra prezzo onesto, calore napoletano e bontà della pizza, trascorri del tempo libero dai pensieri.

Altra pizzeria che merita è quella di ‘Gino e Totò Sorbillo’ ubicata sia in via dei Tribunali che in Via Partenope. Qui puoi scegliere di mangiare con un’atmosfera più intima o di fronte al mare. Soprattutto durante la primavera, Sorbillo ti permette di vivere l’esperienza di mangiare con la brezza marina. Sì, per noi napoletani mangiare la pizza è un’esperienza.

Questo scatto fa coincidere più ricchezze della nostra terra: pizza e panorama che sono da sempre il connubio migliore.

 

(Foto di Antonio Di Maiolo) pizzeria da Sorbillo sul lungomare di Napoli

 

Poi c’è la pizzeria ‘Donna Sofia’, anche questa con due sedi, via dei Tribunali e via Chiaia, come nella foto qui sotto. Ancora non è chiaro come sia possibile che un semplice impasto con prodotti di ottima qualità creino un piatto buonissimo. Per non parlare poi della cordialità del personale della pizzeria. Puoi mangiare bene e poi fare un giro per questa stradina per gustare qualche dolce o fare un po’ di shopping.

 

(Foto di Antonio Di Maiolo) pizzeria Donna Sofia-Via Chiaia

 

Vi ho scritto finora di una pizza con la parola chiave ‘semplice’, ma la cosa più bella è che quell’impasto può essere ‘guarnito’ in mille modi.

Come nel caso della pizzeria ‘Da concettina ai 3 santi’ in via Arena della sanità7 bis. Qui la tradizione incontra l’innovazione. Ci troviamo nella ‘sfera gourmet’, dove l’impasto della pizza si trasforma in tavolozza, dove il pizzaiolo può sfoggiare liberamente creatività e abilità. Nella foto qui si vede benissimo il confronto tra pizza semplice e pizza gourmet. In questo caso un comunissimo tarallo insaporisce ed offre una ‘nuova vita’ alla pizza. È una buona occasione anche per entrare in quella che è definita ‘realtà napoletana’, dove appunto sorge la pizzeria.

 

Pizzeria ‘Concettina ai 3 santi.’

 

Da non dimenticare però la pizza fritta. Sì, quella fritta è un’ alternativa da provare. Consiglio la pizzeria ‘antica friggitoria la Masardona’ in via Vittoria 5 Napoli. Dal nome si capisce già di cosa sto per parlarvi: pizza fritta! La caratteristica di questa pizzeria sta nel poter vedere il momento preciso in cui viene preparata la pizza, cioè quando l’impasto ripieno si tuffa nell’olio bollente. Si viene a creare una mongolfiera di sapori, grande e buonissima! Si può ‘farcire’ come più piace, anche se il ripieno classico è composto da ricotta e cicoli, un cibo della tradizione culinaria povera dei partenopei, che viene ricavato dal grasso di maiale, tagliato poi a cubetti. Questa versione della pizza non è adatta ai ‘deboli di stomaco’, ma almeno una volta nella vita deve essere assaggiata, fidatevi.

Ultima pizza, ma non meno importante, che ho scelto è quella della ‘pizzeria e trattoria al 22’ in via Pignasecca 22. Credo che la foto parli da sola, ma preferisco aggiungervi qualcosa. Anche questo è un caso di pizza fritta, ma è un qualcosa di eccezionale. Come si vede qui, la bellezza di questa pizza è il poterla mangiare anche per strada. E ne vale la pena perché ci troviamo nella zona ‘Pignasecca’, altra zona caratteristica che con i suoi mercatini, prodotti tipici ed il vociare dei venditori ambulanti, è stata raccontata anche attraverso la musica, da due interpreti partenopei della musica leggera.

 

(Foto di Antonio Di Maiolo) pizzeria e trattori al al 22

 

Riepilogando, il mio è un vero e proprio invito, per chi non l’avesse già fatto, ad assaggiare la pizza napoletana. Per chi invece ha già avuto questo onore, spero di aver dato qualche giusto consiglio su dove recarsi la prossima volta. Perché la pizza, fritta o classica che sia, è stata, è e rimarrà sempre la nostra ricchezza.


AUTORE ARTICOLO

VALERIA D. F.

Mi chiamo Valeria Di Fraia, ho 21 anni e vivo a Sant’Anastasia, un paesino in provincia di Napoli.

Da anni mi dedico alla scrittura come hobby e da qualche giorno ho aperto una pagina instagram (@nellemanidiunadonna) dove finalmente pubblico ciò che scrivo, che prima di questo momento, tenevo solo per me.

Sono  una studentessa dell’Università Federico II a Napoli, iscritta al corso di Lettere Moderne, pratico  danza latino americana da quasi un anno, mi piace leggere, vedere film, fare foto e soprattutto cucinare.  Molti sono i miei obiettivi, personali e lavorativi, per questo mi impegno giorno dopo giorno a dare sempre il meglio di me.


 

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