Il borgo di Milazzo

 

 

Milazzo, in provincia di Messina. Del borgo innanzitutto occorre dire che si trova tra il golfo di Patti e quello di Milazzo, sulla grande pianura alluvionale detta Piana di Milazzo. Dal borgo si accede agevolmente alle meravigliose isole Eolie. I Calcidesi fondarono Milazzo nel 716 a.C. per avere un maggiore controllo sulla pianura fertile locale e difendere meglio la colonia da loro fondata 40 anni prima cioè Zankle (Messina). Tuttavia, prima del passaggio dei Greci, si stabilirono popolazioni preelleniche e protovillanoviane, come testimoniano le necropoli della contrada Sottocastello (podere Caravello) e dell’Istmo. Tali genti commerciavano la pregiatissima ossidiana con gli Eoliani e le altre popolazioni siciliane. Nelle acque antistanti il borgo si disputò la tappa decisiva della prima guerra punica in cui i Romani sconfissero i Cartaginesi nel 260 a.C. in un epico scontro con cui sancirono l’egemonia sul Mar Mediterraneo grazie al moderno rostro: il ponteggio ad uncino, che si agganciava alle navi nemiche. Milazzo divenne in seguito provincia romana. Prima dell’arrivo dei Romani, Mylae passò dal dominio greco a quello mamertino e poi siracusano. In seguito alla caduta dell’impero romano la cittadina passò invece ai Bizantini di cui rimane la splendida Cuba, presso la contrada Masseria. Nel IX sec. d.C. gli Arabi conquistarono il borgo e ne detennero il possesso fino all’arrivo di Ruggero d’Altavilla, avvenuto circa due secoli dopo. Con gli Arabi si introdusse la pesca del tonno, si costruì la torre del maschio, chiamata oggi “torre saracena” e si fortificò il castrum romano-bizantino. Su tale fortificazione, sotto i Normanni, si edificò il famoso castello di Federico II, ulteriormente ampliato e restaurato dai dominatori successivi. Nella guerra del Vespro del 1282 il controllo su Milazzo vacillò tra Carlo I d’Angiò e Pietro d’Aragona. Nel 1295 si tenne l’Assise del Real Parlamento di Sicilia convocato da Federico III d’Aragona. Milazzo ricevette inoltre la visita di San Francesco di Paola, nella seconda metà del 1400, che qui compì numerosi miracoli e fece costruire un santuario dedicato a lui (unico santuario dedicato a San Francesco di Paola in Sicilia). Ebbe numerosi privilegi civili, militari ed economici grazie ai monarchi spagnoli: privilegi e diritti già precedentemente concessi da Federico di Svevia, Federico d’Aragona, Giacomo II d’Aragona, Martino II ed Alfonso V. Crebbe così il prestigio della città che fu fortificata ulteriormente e ospitò personalità di spicco presso il Palazzo dei Viceré e dei governatori. Repressa nel sangue una rivolta antispagnola nella prima metà del 1500, il borgo funse da rifugio per il viceré di Messina Ferdinando Gonzaga. Milazzo fu scelta inoltre da Don Giovanni d’Austria come punto di ritrovo per la grande flotta cristiana prima del raduno e della ripartenza da Messina in vista del glorioso successo militare di Lepanto contro l’esercito ottomano nel 1571. Durante i primi anni del Seicento gli Spagnoli fecero costruire il Duomo Antico sul progetto dell’allievo di Michelangelo: Camillo Camilliani, la Chiesa del Santissimo Salvatore (1616) la Chiesa dell’Immacolata Concezione (1640) la Chiesa Nostra Signora del SS. Rosario che fu anche sede del Tribunale dell’Inquisizione fino al 1782. Nella guerra franco-spagnola seguita alla Rivolta antispagnola di Messina (1674-1678) Milazzo ospitò le massime autorità del Regno di Sicilia e fu la capitale amministrativa dell’isola temporaneamente. In seguito alla breve parentesi sabauda durata dal 1713 al 1720 Milazzo e la Sicilia passarono ai Borbone. Il 20 luglio 1860, Giuseppe Garibaldi, con la vittoria strappata ai Borbone, poté continuare l’opera di l’unificazione dell’Italia. Con l’istituzione del Regno d’Italia, il borgo perse la sua centralità ed il Castello divenne carcere giudiziario. Negli anni ’40 del Novecento si costruisce il Duomo Nuovo di Milazzo, chiesa a tre navate realizzata su progetto dell’architetto Francesco Valenti, dedicata a Santo Stefano Protomartire Patrono di Milazzo (festeggiato la prima domenica di settembre). Verso la fine del promontorio di Capo Milazzo si trova il Santuario di Sant’Antonio di Padova, sorto nel 1200 sul rifugio rupestre in cui il Santo trovò riparo dopo essere naufragato sull’isola.La chiesa di San Papino Martire, nata da una piccola Aedicula che custodiva le reliquie provenienti dall’Armenia di uno dei Compatroni di Milazzo: San Papino (verso la fine del terzo secolo d.C.) conserva al suo interno un “Crocifisso ligneo” realizzato da Frate Umile da Petralia del 1632-1633. Presso Milazzo si trova il museo della tonnara e del mare dove si racconta la storia dell’arte marinara milazzese e siciliana con testi, fotografie, imbarcazioni, carte nautiche e disegni. Il museo archeologico Antiquarium “Domenico Ryolo” di Milazzo è un altro importante museo, in cui si espongono reperti provenienti dalle necropoli greco-romane che ebbero contatti con l’antica Mylae. Tra le specialità dolciarie di Milazzo ricordiamo le paste di mandorla, i biscotti secchi detti “piparelli”, le paste secche e le rinfrescanti granite.

“Il borgo di Milazzo” a cura del Dott. Andrea Santoro e della parte  grafica a cura della Dott.ssa Chiara Crapanzano.


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